| Tre Giorni di Fuoco |
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A gran velocità. Così corre il fuoco. In pochi minuti lo scenario è cambiato. Gli alberi sono spariti, inghiottiti dalle fiamme. Rosso. Rosso fuoco. Tutto ha cambiato colore: il bosco, la montagna, le case, i visi, gli occhi. La paura negli occhi. Sta bruciando. Tutto brucia attorno alle case, alle stalle, alle persone, ai campi. Solidarietà, amicizia. Un abbraccio, una stretta di mano, una telefonata. Siamo tutti uguali davanti al fuoco. Brucia. Ma non brucia l’affiatamento. A pochi metri dal fuoco. La rabbia brucia dentro. Caldo. Un caldo che ti avvolge, ti schiaccia. Io non ero là, davanti al fuoco, a pochi metri dal fuoco. Noi non eravamo là, noi della protezione civile non possiamo stare là. No. Non possiamo stare vicino al fuoco, solo poco distante. Ma lo sentiamo. Te lo senti dentro. Brucia la montagna, brucia una parte di te. Ti fa male il cuore. Il cuore batte, forte. Paura. Rabbia. Coraggio. La forza di agire, di fare qualcosa. Rosso. Rosso fuoco e rosso sangue. Sangue al cuore. Batte. E’ spaventoso, corre, non si ferma, non riesci a fermarlo. Il vento lo spinge, soffia. Una folata. Non respiri più, non vedi più niente intorno a te, le scintille volano sospese nell’aria. Eccolo il fuoco. E’ tornato anche a Condove, ma noi ce l’abbiamo fatta, tutti assieme. Sono tornate le stelle. Il fumo. Il fuoco. La paura. Non ci sono più. Giorgia
Sabato 01.03.08Verso le 19 sono stati avvistati i primi focolai lungo la strada che da Pralesio va al Sigliodo. Nel giro di mezzora l'incendio si è propagato a gran velocità arrivando sino a Camporossetto. Nel giro di poche ore stava bruciando un’intera fetta di montagna. Verso valle, il fuoco è arrivato alla casa "delle maestre" e alla villetta dei Favaro, poi giù fino quasi alla Cappella dei Breri sotto al Sigliodo. A monte, le fiamme hanno quasi raggiunto la cappella di Camporossetto e sono arrivate poco distante dalle case dei Muni. Verso ovest è bruciato parte del canalone che dai Muni scende ai Bonaudi, mentre ad est fumo e fiamme sono arrivate fino al territorio di Caprie, poco distante dalle case di Pertusetto e di Vagera. In pericolo alcune case, tra cui soprattutto quella dei Favaro, completamente circondata dalle fiamme. Anche la nuova stalla di Carlo ha rischiato grosso, il fuoco è arrivato a poca distanza dal fieno. Poteva succedere il finimondo. Appena dopo l’ora di cena è stato segnalato un altro incendio più o meno sopra la borgata di Dravugna. I primi focolai sono stati segnalati nel vallone dell'Alpe Roghetto, poco sotto i Gighè. Nel giro di poche ore l'incendio è sceso nel vallone del Rio Puta e in alto ha raggiunto le cosiddette "Scaleneie" poco sotto il Colle degli Astesiani. Nella notte molte squadre di AIB e VVF hanno controllato il fuoco senza poter intervenire vista l’ora molto tarda. Sono arrivati volontari e professionisti da tutta la valle e anche da Torino. La Protezione Civile ha fermato agli incroci principali l’ondata di curiosi che tentava di salire in mezzo al fuoco. Anche la nostra brava Sindaca era lassù, in mezzo al fumo, tra la sua gente.
Domenica 02.03.08Nella notte l'incendio ai Muni-Sigliodo ha continuato ad espandersi. Ai Muni è bruciata una bella fetta di bosco, c'era un fumo nero spaventoso, ad un certo punto gli abitanti se ne sono anche andati perchè non riuscivano più a respirare. Verso Caprie, l'incendio ha dato filo da torcere vicino alle case di Pertusetto. A valle le fiamme hanno letteralmente scavalcato il Truc del Serro. Molte squadre AIB e VVF sono rimaste sul fronte di fuoco per tutta la notte e tutta la giornata. Il Comune e la Protezione Civile di Condove hanno provveduto a preparare e portare cibo e acqua a tutti gli operatori sul campo. L'incendio all'Alpe Roghetto ha bruciato le pendici meridionali del Truc Giulianera. Una lingua di fuoco si è diretta verso ovest, infilandosi nella bella pineta di Prato del Rio. In pratica è bruciato tutto il Truc Giulianera, da tutte i versanti. Molti volontari e professionisti sono rimasti anche in questa zona, sempre rifocillati dalla Protezione Civile. In serata sono arrivati anche gli elicotteri… i famosi Erickson della Protezione Civile e gli Air Green del Corpo AIB. Nel tardo pomeriggio, più o meno dalla zona dei Gighè, è partita un'altra lingua di fuoco verso lo spartiacque del Castelletto. Il rogo ha cominciato a bruciare con un velocità spaventosa. La sera il fronte rosso del fuoco era visibile da lontano ed avanzava lungo la montagna. Le fiamme sono riuscite a scollinare e infatti si vedevano anche da Prato Botrile, cioè dalla parte opposta della montagna. In pratica, dalla cresta del Castelletto il fuoco è sceso sin sopra i Gran Boschi. Nella notte il fuoco è stato controllato a vista dai numerosi giri di perlustrazione effettuati dagli AIB e dai Volontari di Protezione Civile.
Lunedì 03.03.08L'incendio Muni-Sigliodo è stato quasi del tutto spento grazie all’intervento di AIB e VVF e degli elicotteri. Restavano ancora alcuni principi d'incendio verso Pertusetto, difficili da spegnere, ma che alla fine sono stati domati con successo. Anche l'incendio alla pineta di Prato del Rio e al vallone dell’Alpe Roghetto è stato spento, grazie all'intervento dei preziosi elicotteri. Si è rivelata molto utile la vasca della borgata Rocca, presidiata per tutto il giorno dai volontari AIB, nella quale l’elicottero Air Green ha pescato l’acqua. L'incendio al Castelletto ha dato filo da torcere ancora per molte ore, con numerosi AIB sulla cresta della montagna portati dall'elicottero… e vari giri di acqua dei mezzi speciali. A tutte le squadre è stato portato il pranzo dai Volontari di Protezione Civile. Gli elicotteri hanno lavorato parecchio per tutto il giorno, su tutte le zone incendiate. Alla sera è arrivato anche il canadair, per una bonifica finale. La nostra montagna però è rimasta offesa e ferita dal fuoco!
Ecco che cosa ha scritto la nostra Sindaca"Quando torni sulla montagna sfregiata ed offesa dal fuoco, dopo giorni di lotta, dopo lo spavento, i momenti convulsi, il bagliore e il calore dell'incendio, alimentato da un vento impietoso, la prima reazione che ti coglie è certamente di rabbia profonda. Poi ti tornano in mente lo sgomento e gli occhi sbarrati e arrossati dal fumo di chi ha rischiato in un attimo di perdere tutto, e alla rabbia nei confronti di chi, incautamente o per folle disegno, ha acceso il primo fiammifero, si sostituisce il rispetto e la gratitudine per i tantissimi professionisti e volontari che ora dopo ora hanno lavorato senza soste per salvare persone, case, animali, stalle, pezzi interi di vita e di fatica. Vigili del fuoco, Forestale, AIB, Protezione civile di Condove, ma anche di Torino e di fuori Provincia, di Valle e di fuori Valle, da sabato notte e fino a martedì pomeriggio hanno lavorato fianco a fianco, con una professionalità e con una generosità, che solo se sei lì accanto, lì con loro, puoi capire ed apprezzare fino in fondo. Condove, la sua gente e la sua montagna non potranno mai raggiungere uno ad uno tutte queste persone che hanno spento, bonificato, vegliato su case e cascine per giorni, per dire loro grazie. Lo faccio io, a nome di tutti, con grande rispetto e profonda gratitudine. Barbara Debernardi Sindaco di Condove
Intervento di ValeriaEcco che cosa ha scritto Valeria, nostra volontaria, che nei giorni passati ha dovuto combattere contro il fuoco a casa sua... " GRAZIE. Grazie a tutti, professionisti e volontari, quelli che si sono prodigati per spegnere gli incendi dello scorso weekend. Mi auguro che tutto il loro - il nostro - impegno ricada come un peso schiacciante su chi questo fuoco l'ha acceso, e ogni singola pianta arsa bruci dentro di lui o di loro fino a fargli capire per esperienza diretta le conseguenze dei propri atti. Soltanto questo, ma tanto: grazie.” Valeria Valli Condove, Borgata Muni |